Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità: una società che sembra interessata solo al consenso mediatico e ai like.

Il 3 Dicembre 1981 l’ONU ha istituito la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità con lo scopo di promuovere i diritti e il benessere dei disabili.

Dopo anni e anni di intenso lavoro delle Nazioni Unite, la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (2006) ha ulteriormente promosso i diritti e il benessere delle persone con disabilità, ribadendo il principio di uguaglianza e la necessità di garantire loro la piena ed effettiva partecipazione alla sfera politica, sociale, economica e culturale della società.

In Italia una persona su quattro possiede una forma di disabilità, circa 4,5 milioni di persone. Nonostante un numero così alto oggi il nostro paese sembra più che impreparato a questa ricorrenza, tant’è vero che in 23 anni che campo ne scopro solo adesso l’esistenza.
In particolare però non sembrano tanto le istituzioni ad essere impreparate, quanto i media, i social-network e la società in generale, e diciamocelo, forse è perché non fa tanta pubblicità (permettetemi la frase a-tecnica in tono colloquiale) come potrebbe essere la ricorrenza del 25 Novembre, dove anche gli uomini si mettono sopra ad un palcoscenico per dire di essere contro la violenza sulle donne, quando possibilmente a casa vengono trattati come uno zerbino dalla moglie e vorrebbero tanto commemorare una giornata che sia più equa. Ma non voglio dilungarmi su questa tematica e per questo vi consiglio questo bellissimo articolo (clicca qui) sul vero principio di uguaglianza, anche se ci tengo a sottolineare che non sono misogino, sono per l’equità e il rispetto di tutti, e sono uno che ha capito quanta speculazione mediatica ci sia dietro determinate ricorrenze.

Vi voglio inoltre ricordare che l’uguaglianza è un diritto fondamentale, garantito dalla nostra costituzione.

Articolo 3 della Costituzione

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

[…] È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli […] cosa che troppo spesso si traduce nell’unico scopo (peraltro raggiunto sempre in percentuali troppo basse) di abbattimento delle barriere architettoniche come se fossero l’unico problema. È di certo il più grande, ma anche le barriere culturali e sociali sono fondamentali, la formazione verso la diversità è importantissima perché non riguarda solo la disabilità, ma anche le pari opportunità, l’immigrazione e tutto ciò che ci circonda. E non è una formazione che si fa con un corso o con una conferenza, è una cultura che deve essere alimentata ogni giorno.

Oggi quindi, un po’ deluso, vi ricordo qui il progetto documentaristico che sto portando avanti con l’associazione Progetto Icaro Onlus e l’associazione culturale Anthea che vi invito a seguire nei suoi canali social e su: http://www.associazioneanthea.wordpress.com

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